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mercoledì 6 luglio 2011

Partecipazioni e Inviti

Partecipazioni e inviti hanno una diversa funzione e forma.
Le Partecipazioni sono cartoncini con i quali si informano  ( appunto, si partecipa) parenti e amici del proprio matrimonio. Le partecipazioni vengono inviate a tutti coloro con i quali desiderate condividere la vostra romantica notizia, ma che non necessariamente dovranno essere invitati al ricevimento.
La tradizione prevede che siano i genitori degli sposi ad annunciare il matrimoniosecondo tale formula:



Nel caso in cui:
·         uno dei due  o entrambi sono divorziati o vedevi
·         uno dei due o entrambi sono di età matura
·         i genitori sono divorziati o non vi è grande accordo
·         gli sposi vogliono comunicare per proprio conto il loro matrimonio
allora la formula sarà:


Gli Inviti verranno spediti ,insieme alle partecipazioni, alle persone che desiderate partecipino al vostro ricevimento. La formula potrà variare a seconda dello stile del matrimonio, ma essenzialmente quelle maggiormente utilizzate sono:

a) Paolo e Maria

dopo la cerimonia

saranno lieti di salutare parenti e amici

a Villa Grazia, Parco delle Rose, Monza

b) Gli sposi

saranno lieti di salutare parenti e amici

nella nuova casa

in via Veneto 10, Milano

c) Luca e Anna Rossi

Riceveranno parenti e amici

All’Hotel Vittoria, piazza Mazzini 2, Milano

Il giorno 20 Aprile, dopo le ore 18

RSVP

Ovviamente le partecipazioni e gli inviti dovranno essere coordinati, in base al tema o allo stile della cerimonia, con:

  • Menù
  • Libretti per la cerimonia
  • Segnaposto
  • Bigliettini bomboniera

Le Partecipazioni: gli invitati


Una volta decisa la data del matrimonio e la location, bisognerà iniziare a pensare alla lista degli invitati. Questa fase è sicuramente tra le più complesse ( come anche “organizzare i tavoli”) perché bisognerà conciliare il numero di invitati che vi siete prefissati  con le richieste dei genitori (che vorranno “aiutarvi” nella decisione), le persone alle quali non volete rinunciare e quelle che dovrete invitare per ragioni “diplomatiche” .

Prima di tutto bisogna considerare la capienza della sala del ricevimento sulla quale decidere definitivamente il numero massimo di invitati. Intanto chiedete anche ai genitori di compilare la lista dei “loro” invitati in modo tale che potrete fare subito un confronto con la vostra prima lista. La regola generale prevede comunque l’invito di tutti i parenti di primo grado e di tutti coloro che vi anno precedentemente invitato al loro matrimonio.

In sintesi:

a)      Circa un anno prima compilerete la vostra prima lista in base al numero di persone che la location può ospitare

b)      In base alla comparazione con quella dei vostri genitori, ne compilerete una seconda contenente tutte le persone che, per affetto o per obbligo, non potranno mancare al vostro matrimonio

c)       Circa due settimane prima avrete la lista definitiva, ossia quella che compilerete in base alle conferme dei vostri ospiti.

mercoledì 8 giugno 2011

Sposarsi all'estero

Tra i tanti sogni che volano leggeri nella testa (in genere) delle spose, c’è sicuramente quello di sposarsi all’estero.  Parigi, spiagge lontane, oriente… i luoghi certo non mancano, ma quello che spaventa non è la scelta di dove andare, bensì il viaggio, il dover trasportare tutto nel posto prescelto, prendere contatti con fornitori esteri… e soprattutto, ancora una volta, la burocrazia!

Come si può fare?

Ovviamente sposarsi all’estero comporta qualche piccola difficoltà in più soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione e pensare di organizzare tutto con fornitori che non siano del luogo potrebbe essere estremamente dispendioso. Un buon consiglio è farvi aiutare da una agenzia di viaggi perché solitamente sono in grado di risolvere ogni tipo di problema relativo al vostro “petit réve”. Se però, la lingua e il tempo non sono un problema, partite per un viaggio ricognitivo e prendete personalmente i contatti… in questo modo avrete la certezza che i preparativi seguiranno perfettamente il vostro sogno!

Diciamo che l’ostacolo organizzativo l’abbiamo superato e i biglietti aerei degli invitati sono stati acquistati, manca solo sbrigare qualche piccola pratica…

Qualsiasi sia il motivo per cui avete deciso di sposarvi all’estero, sappiate che l’obbligo delle partecipazioni ( di cui ormai siete espertissime!) è previsto solo nel caso in cui vi sposiate davanti ad un’autorità consolare e non ad un’autorità locale. In alcuni casi, però, l’autorità locale richiede la capacità matrimoniale o il nulla osta.

Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione di Monaco del 05.09.1980 che richiedono il “certificato di capacità matrimoniale” sono i seguenti: Austria, Belgio, Germania, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia. Esso viene rilasciato dall’Ufficio di Stato civile del proprio Comune di residenza ed e’ esente da legalizzazione.
Per gli altri Stati si parla di nulla-osta.


La richiesta va inoltrata all’Autorità diplomatica o consolare italiana nel Paese estero compilando una autocertificazione (di cui si allega copia) che contenga tutte le informazioni necessarie per il rilascio del certificato richiesto. Ad essa verrà unita copia di un documento di riconoscimento dell’interessato in corso di validità.
La richiesta può essere inviata anche a mezzo fax.


La Rappresentanza, alla luce della documentazione presentata e solo dopo aver effettuato gli accertamenti che riterrà opportuni sarà in grado di rilasciare il predetto documento.

A matrimonio avvenuto, una copia dell’atto rilasciata dall’Ufficio di stato civile estero dovrà essere rimessa, a cura degli interessati, alla Rappresentanza italiana che, dopo averne verificato la validità, ne curerà la trasmissione in Italia ai fini della trascrizione nei registri di stato civile del Comune di residenza del cittadino.

I documenti scritti in lingua straniera devono essere legalizzati e accompagnati da una traduzione in lingua italiana che deve essere certificata conforme al testo straniero dall’Autorità’ diplomatica o consolare italiana oppure giurata conforme dal traduttore presso un tribunale italiano.
Ciò vale in tutti i casi ad eccezione dei Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 per i quali e’ previsto un modulo plurilingue esente da legalizzazione e da traduzione.


Che altro dire… bon voyage!

mercoledì 25 maggio 2011

Il rito religioso: i documenti


Nei post precedenti abbiamo visto quali siano i documenti necessari per la cerimonia civile e come si svolga la stessa. Andiamo quindi a vedere cosa accade in quella religiosa.

Innanzitutto partiamo anche qui dai documenti necessari.

DOCUMENTI CIVILI: Ossia tutti quelli che abbiamo già visto servire per il rito civile

CERITIFICATO DI BATTESIMO: Dev’essere rilasciato ad entrambi gli sposi dalle Chiese in cui è stato celebrato il rispettivo Sacramento Battesimale. Il documento è rilasciato, in genere, immediatamente e  in carta semplice ed ha una valenza di 6 mesi, ma volendo potrà essere sostituitoda:

-          Una dichiarazione di un testimone

-          Dal giuramento formale del nubendo ( se il battesimo è stato ricevuto in età adulta)

Sono riconosciuti validi, per la celebrazione del rito nuziale secondo il rito religioso, i battesimi celebrati nella Chiesa e Comunità ecclesiale ortodossa, valdese, metodista, battista, luterana, anglicana e quelli amministrati in nome della S.S. Trinità. Al contrario, non sono riconosciuti quelli dei Testimoni di Geova e dei Mormoni , in quanto privi dell’essenziale riferimento trinitario.

Infine, su tale documento dovranno essere annotate eventuali adozioni o precedenti matrimoni con l’eventuale dichiarazione di nullità.

CERTIFICATO DI CRESIMA: E’ un documento rilasciato, su richiesta del nubendo, dalla parrocchia dove ha ricevuto il sacramento. Anche qui, se vi è impossibilità nel produrlo, potrà essere sostituito da una dichiarazione giurata dell’interessato.

E’ comunque prevista una strada più semplice: ossia la richiesta al proprio parroco di un “CERTIFICATO AD USO MATRIMONIO” che riunisce, in un unico documento, le dichiarazioni di quello di Battesimo e di Cresima

CERTIFICATO DI STATO LIBERO ECCLESIASTICO: Con tale documento, si attesta che il richiedente non ha già contratto matrimonio religioso e può essere, anch’esso, sostituito da un giuramento dell’interessato davanti a due testimoni.

ATTESTATO DI FREQUENTAZIONE AL CORSO PREPARATORIO: Il corso alla preparazione ecclesiastica per la celebrazione del rito religioso è ormai obbligatoria ed ha una durata che varia dai 4 ai 6 mesi integrata da una frequentazione costante alla Messa domenicale da parte dei futuri sposi


RILASCIO  DELLA RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE: Ottenuti i documenti fino ad ora descritti, il parroco della chiesa di appartenenza avrà un colloquio informale con i futuri sposi per verificare la loro con sensualità e la loro convinzione circa l’indissolubilità del vincolo matrimoniale, rilascerà la richiesta di pubblicazione alla casa comunale. Come abbiamo già visto, dovranno quindi trascorrere 8 giorni consecutivi, comprendenti 2 domeniche successive e 3 giorni di deposito, affinché il Comune rilasci il CERTIFICATO DI AVVENUTA PUBBLICAZIONE. Il certificato sarà così consegnato al parroco che provvederà alle pubblicazioni matrimoniali.

NULLA OSTA ECCLESIASTICO: Viene richiesto al Vicariato se il matrimonio verrà celebrato in una Chiesa diversa a quella di appartenenza degli sposi. Al parroco della chiesa prescelta, verranno quindi consegnati:

- certificato civile di avvenute pubblicazioni

- lo stato dei documenti (che dovrà essere autenticato dalla Curia nel caso in cui il matrimonio sarà celebrato fuori dalla Diocesi) ossia un certificato rilasciato dal parroco che ha provveduto, fino a questo momento, alle pratiche del matrimonio.

CERTIFICATO DI CONSENSO RELIGIOSO ALLE NOZZE: Viene rilasciato, una volta raccolti tutti i documenti necessari, dal parroco della chiesa in cui verrà celebrato il matrimonio confermando quindi, la data delle nozze…



QUALCHE ECCEZIONE…

Abbiamo visto le fasi naturali che si susseguono al fine di produrre la documentazione per il rito religioso, ma ci sono delle situazioni particolari che presuppongono delle integrazioni:

ANNULLAMENTO PRECEDENTE MATRIMONIO: Si dovrà produrre la copia integrale dell’atto del matrimonio precedente con l’annotazione che certifichi l’annullamento da parte del Tribunale ecclesiastico

MATRIMONIO MISTO: Se gli sposi hanno religioni diverse, ma sono entrambi battezzati nel nome della S.S. Trinità, ci dev’essere la licenza dell’Ordinario

MATRIMONIO INTERRELIGIOSO: Quando i futuri sposi sono cattolici, ma appartengono a religioni non cristiane ( non sono quindi battezzati) bisogna ottenere la licenza dell’Ordinario prevista per i matrimoni misti e, sempre dallo stesso, la “Dispensa dell’impedimento di disparità di culto”

MATRIMONIO TRA UN CATTOLICO E UN MUSSULMANO: E’ invece qui necessaria l’ Autorizzazione dell’Ordinario

MATRIMONIO TRA E CON MINORENNI: Tali matrimoni prendono il nome di “matrimoni canonici” ed hanno valenza solo per la chiesa e solo raggiunta la maggiore età i giovani sposi potranno regolarizzare, a livello civile, la loro posizione






venerdì 20 maggio 2011

L'iter del rito civile (seconda parte)

Nella prima parte del post “ L’iter del rito civile”, abbiamo visto i documenti necessari e cosa avviene prima della celebrazione. Adesso parliamo di ciò che segue: la celebrazione vera e propria. Ovviamente, anche per il matrimonio celebrato in municipio parenti e amici saranno invitati formalmente mediante l’invio delle partecipazioni.
le sale nelle quali sono celebrati i matrimoni, sono spesso riccamente affrescate, ma è consigliabile cercare di renderle più romantiche con delle decorazioni floreali ( che spesso, comunque, sono offerte dalla stesso municipio come regalo ai futuri sposi)
Molto bello e scenografico, se si è scelto il rito civile, è la celebrazione all'interno della villa (o dell'agriturismo!) che avete scelto per il ricevimento e che consentirà di vivere questo momento in modo più rilassato e soprattutto alla sposa di concedersi il tradizionale ritardo ( cosa assolutamente vietata al comune!!!)
In ogni modo, qualsiasi sia il luogo delle nozze, la sposa, accompagnata al braccio del padre ( o di un parente o di un amico stretto) sarà attesa dal suo sposo, dal sindaco o un ufficiale di stato civile e dagli invitati che saranno disposti secondo la regola classica (a destra quelli dello sposo e a sinistra quelli della sposa).

Il rito, almeno in comune, è molto breve ( in genere 15- 20 minuti) e si sostanzia nella:
  • lettura degli art. 143 cc (diritti e doveri reciproci dei coniugi), 144 cc (indirizzo della vita famigliare) e 147 cc ( doveri verso i figli) da parte dell’officiante
  • domanda di rito “ vuoi tu…” seguita dalla risposta degli sposi
  • scambio degli anelli (ma il matrimonio è valido anche senza lo scambio delle fedi)
  • la firma degli sposi e dei testimoni nei registri ufficiali
  • un discorso augurale da parte dell’officiante ( o di un brano da voi scelto e che ritenete particolarmente significativo)
In genere, tale rito, predilige la sobrietà. Quindi anche la sposa dovrà scegliere un abito  che non sia estremamente pomposo e sofisticato, preferendo un tailleur o un abito ( non troppo lungo!) dai toni panna, pastello o ghiaccio.
Infine, l’uscita degli sposi sarà festeggiata dagli invitati con l’immancabile lancio del riso!!!

giovedì 19 maggio 2011

L'iter del rito civile (prima parte)

Curiosando tra i vari forum, una delle domande più frequenti e che terrorizzano di più le coppie, è sull’iter burocratico che porta al grande giorno.
Quali documenti? Quando? E la promessa di matrimonio???
Così ho fatto una piccola ricerca in merito affinché tutto sia più chiaro e semplice.

Il primo rito che vado a descrivere è quello CIVILE sia perché da studentessa (veterana!!!) di giurisprudenza è per me più “famigliare” come argomento e sia perché alcuni momenti del iter burocratico civile li ritroverete anche in quello religioso.

CONSENSO:
Prima della Legge Bassanini (n° 127/’97) l’iter burocratico per ottenere il consenso civile al matrimonio era più articolato in quanto, i futuri sposi, dovevano munirsi di svariati documenti per poterlo ottenere.

Oggi l’iter si è molto snellito e la coppia, una volta decisa la data del matrimonio, deve recarsi all’ UFFICIO DI STATO CIVILE del Comune nel quale intende sposarsi per sottoscrivere l’AUTOCERTIFICAZIONE (ossia una dichiarazione, su carta semplice o modulo prestampato, nella quale si dichiara l’intenzione di sposarsi) presentando semplicemente un DOCUMENTO VALIDO ( di entrambi i nubendi o di uno solo munito della fotocopia del documento d’identità dell’altra persona)
Tale normativa non è però valida per:
  • VEDOVE: Se si è vedove da meno di 300 giorni serve anche l’autorizzazione del Tribunale civile
  • MINORI: I minori che abbiano compiuto il 16° anno di età possono contrarre matrimonio se autorizzati dal Tribunale Civile
  • STRANIERI: Se si contrae matrimonio con uno straniero il paese d’origine dovrà rilasciare un nulla osta o il certificato di capacità matrimoniale e il consolato il relativo atto di nascita tradotto in italiano

GIURAMENTO:
Dopo alcuni giorni dalla sottoscrizione, i Comune contatterà direttamente i futuri sposi per fissare la data del giuramento.
I giuramento o promessa di matrimonio deve avvenire alla presenza:
  • di un TESTIMONE
  • di un GENITORE, il quale dichiarerà la mancanza di consanguineità tra i nubendi ( se la presenza del genitore risulti impossibile, la copia integrale dell’atto di nascita verrà rilasciata al richiedente o a un parente dell’interessato munito di documento valido)

PUBBLICAZIONI:

Effettuato il giuramento, i futuri sposi firmeranno la RICHIESTA per le pubblicazioni. Queste rimarranno affisse nella Casa comunale per almeno 8 giorni consecutivi ( comprendenti le 2 domeniche successive e i 3 giorni di deposito) affinché chiunque abbia interesse ad opporsi alla celebrazione possa farlo in tempi utili. Il Codice Civile detta in modo molto dettagliato il regime delle pubblicazioni ( art. 93-99) sia nel loro contenuto che nei termini di validità; infatti il matrimonio, una volta esaurito il tempo delle pubblicazioni, dev’essere celebrato tra il 4° giorno, successivo a tale periodo, e il 180° giorno (trascorso il quale la pubblicazione s’intende non avvenuta)


CERTIFICATO DI AVVENUTA PUBBLICAZIONE:
Trascorsi gli 8 giorni di affissione, il Comune rilascia il certificato di avvenuta pubblicazione che sarà consegnato all’Ufficiale di stato Civile affinche fissi la data del matrimonio in quel lasso temporale appena visto e dettato dal art. 99 c.c.

martedì 17 maggio 2011

Addio nubilato... ti ricorderò per sempre!

L’addio al nubilato è una tradizione americana ormai radicata anche nella nostra cultura. Piccoli cortei di donne ornate di cerchietti luminosi, tulle e magliette didascaliche accompagnano la futura sposina verso mete “indimenticabili”.

Le idee sono tante, dalle più classiche alle più originali, ma per mantenere sempre il buon gusto ecco alcune idee da tenere in considerazione:
 
SPA
     La sposa e le sue amiche più intime si ritrovano in questo luogo di relax (ormai sempre più utilizzato) per confidarsi gli ultimi segreti e nuove emozioni prima del grande giorno.

 CITTA’

Scegliete una delle nostre meravigliose città e prenotate un WE per voi e le vostre amiche (anche se sarebbe meglio che fosse la sposa ad essere rapita…) e trascorrete con loro qualche giorno di completo svago: scherzi, risate, conoscenze saranno le vostre foto ricordo di una piccola fuga senza tempo.
 
NATURA

La variante del punto 2 è un bel campeggio (o se preferite maggior confort, un agriturismo): scampagnate, pic- nic, biciclette vi faranno passare ore divertenti in compagnia delle amiche di sempre.

 AVVENTURA

Ossia: attività estreme. Paracadutismo, snowboard, rafting, parapendio… con un po’ di coraggio vivrete con le vostre compagne “d’avventura” un’esperienza davvero indimenticabile!

CENA

La cena tra amiche potrebbe sembrare un po’ banale, ma non lo è! Anzi, personalmente la ritengo una delle opzioni migliori se arricchita da idee che la rendano irripetibile. Qualche consiglio: organizzate la cena a casa dando un tema alla serata (molto carino, potrebbero essere gli “esperimenti internazionali” , dove ogni invitata porta un piatto della cucina internazionale mai cucinato prima!) e dopo la cena uscite per le strade della vostra città (dalle macchine “agghindate” per l’occasione alle euforiche passeggiate, tutto è concesso purché sia un po’ imbarazzante!)

NY STYLE

Limousine e spogliarellisti: un classico che non passerà mai di moda!

mercoledì 10 novembre 2010

LE FEDI: ORIGINI, STORIA, CONSUETUDINE DI UN SIMBOLO ETERNO


Qualsiasi sia il rito e in qualsiasi parte del mondo abbiate deciso di sposarvi, saranno sempre dei piccoli e orpelli circolari che suggelleranno il vostro amore.
Le fedi, o Vere, hanno un profondo e antico significato che veste di un’intensa emozione il momento del loro scambio e della promessa che racchiude.
Erano usate già nell’antica Roma e già con la distinzione, che tuttora portiamo con noi, tra “anulus pronubus” (anello di fidanzamento), e “vinculum” (anello nuziale). All’inizio erano solo gli uomini a poterlo portare e solo in seguito il romantico “ privilegio” fu esteso anche alle donne che spesso lo indossavano adornato da una piccola chiave come segno della loro autorità familiare.
La cerimonia dello scambio risale, però ai barbari e si consolidò nel 1500, mentre l’unicità dell’anello, data dall’incisione dei nomi o della data di nozze, è settecentesca.
L’anello come simbolo di unione e ha quindi lunga tradizione, come quella di portarlo sull’indice della mano sinistra.
In verità l’origine che ne è alla base è duplice. La prima deriva probabilmente da un antico rito della Liturgia Cattolica, quando il celebrante, toccate le prime tre dita della mano sinistra dice: " nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo..." mettendo, poi, l'anello, così benedetto, nel quarto dito della mano degli sposi. La seconda spiegazione (più romantica !) si fonda sulla credenza che dall'anulare passerebbe la "vena amoris" (vena dell'amore) che da lì porta direttamente al cuore.

La scelta delle fedi è un altrettanto momento fondamentale nei mesi che precedono il matrimonio proprio perché esprime qualcosa di voi e del vostro amore. Le tipologie sono molteplici e seguono anch’esse la moda del periodo (attualmente, ad esempio, c’è una preferenza per l’oro bianco e le forme più fini e schiacciate), ma qualunque sia la vostra scelta ricordate che l’unico “materiale “ concesso è l’oro…simbolo per eccellenza di eternità.

martedì 26 ottobre 2010

NOZZE DI DIAMANTE PER LA TORTA NUZIALE

C’è chi sogna  una Tour Eiffel in marzapane, per ricordare il primo bacio, e chi esige capolavori in panna montata in pieno agosto, ma cosa rappresenta la torta nuziale e come è giunta ad essere uno dei protagonisti del “grande giorno”’?
Nei mesi che precedono l’evento, gli sposi si cimentano nello scegliere la forma, gli ingredienti, le decorazioni che vestiranno il “loro” dolce e nessuno di noi riuscirebbe ad immaginare un matrimonio senza il taglio della torta.
Eppure questa usanza festeggia poco più che 50 anni . Certo, già nell’antica Roma alle giovani spose veniva offerto un dolce rotondo di miele e frutta come augurio di fertilità e in età medievale veniva preparato il Bianco Mangiare, un dolce dal gusto molto particolare in quanto al classico impasto di farina e uova, veniva aggiunto formaggio e zenzero.
 Ma è solo nel Novecento che la torta conquista quel posto d’onore che ancor’oggi le attribuiamo. Più precisamente , la moda cambia negli anni ’50: la sua “esibizione “ non è più considerata sinonimo di scarsa raffinatezza ed ogni menù nuziale non può essere definito tale senza il suo “dolce coronamento” 
La torta nuziale però non rappresenta solo il culmine del banchetto di nozze. Essa porta con se un significato augurale ed una ricchezza di simbolismi: la sua forma circolare simboleggia la protezione celeste che gli sposi invocano sulla coppia ed i vari strati formano una scala che rappresenta il cammino della vita che gli sposi percorreranno insieme.
Infine il taglio il della torta momento in cui le mani degli sposi si uniscono sancendo l’inizio della loro vita coniugale.